70 anni di storia di una razza ,perduta per incuria .

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giuseppe_alessiBiodiversità siciliana

La storia inizia a San Cataldo (Cl) 70 anni fa ,dove alcuni pastori affidano un ceppo di galline prezioso per la loro conservazione e tutela .Fu affidata all‘on. Giuseppe Alessi che    nasce a San Cataldo (CL) il 29 ottobre 1905 e mori’  a Palermo  il 13 luglio del 2009 a ben 103 anni .Personaggio di grande cultura fu presidente dell’istituto dell’enciclopedia italiana (Treccani) ,il primo presidente della regione Sicilia e membro della  consulta regionale  per la compilazione dello statuto della regione sicilia .Pochi sanno però che la presenza degli uccelli a Parco d’Orleans  fu decisa da lui ben 68 anni fa e con la collaborazione dell’ ornitologo  Lauricella, si inizio la salvaguardia della razza Siciliana .La razza la doveva conoscere bene ,lui che è nato proprio nel paese che l’ha adottata come simbolo .Ha inizio la tutela di un ceppo molto antico che viene custodito dal figlio dell’ornitologo Lauricella di stanza presso Parco Orleans, mantenuti  con il contributo della Regione 264 mila euro sino al 2012, i finanziamenti servono per sostenere e tutelare anche razze selvatiche molto rare , che poi è stato tagliato dal presidente Crocetta,a seguito di un contenzioso con il sig. Lauricella, conclusosi con una recente sentenza del CGA, che autorizza la Regione a riprendere lo spazio occupato dalle voliere.L’utima foto dei soggetti del parco pare essere questa :

parco-orleanz

Questi animali secondo le ultime “new” sono andati all’Istituto Zoologico Tecnico di Palermo ,cosi ci siamo interessati per vedere se gli animali fossero ancora li ,bisogna fare una premessa e raccontare nei dettagli cosa è successo nell’istituto .

Nei tempi in cui ha funzionato a ritmo pieno, la struttura si occupava, come nelle sue finalità, della conservazione e il miglioramento genetico delle razze autoctone siciliane di interesse zootecnico, della tutela del patrimonio faunistico selvatico. del miglioramento delle tecniche di coltivazione di foraggi idonei o tipici dell’ambiente siciliano, della conservazione delle tecniche di lavorazione di latticini e formaggi siciliani, di ricerca scientifica e la sperimentazione nel settore della zootecnia, di formazione professionale nel settore agro-zootecnico e di assistenza tecnica alle aziende zootecniche. Negli ultimi tempi gran parte delle originarie attività sono state dismesse. Attualmente vi sono presenti 54 dipendenti, ai quali sono stati aggiunti in un primo tempo una quarantina di PIP, poi ridotti a venti. Dire che questa settantina di persone lavorano forse è troppo azzardato, dal momento che dentro l’istituto sono ormai presenti una quarantina di asini siciliani, ovvero ciò che resta di un progetto iniziato nel 2001: sono animali sporchi, mal ridotti, in gran parte con la rogna. Vi razzolano anche galline, ogni tanto ne scompare qualcuna, ci sono pecore e persino alcuni cavalli. Le erbacce arrivano sulla strada e, in qualche parte si notano ancora i postumi di un misterioso incendio scoppiato nel giugno 2014 giorni dopo che qualcuno aveva segnalato al presidente della Regione lo stato di abbandono del sito. Peraltro, all’impegno dei dipendenti, corrisponde un eguale impegno della Regione nel pagamento degli stipendi. L’ultimo assessore arrivato, Cracolici, ha fatto in modo che venissero liquidate le mensilità arretrate, ma tutti hanno pensato a una mossa in vista delle prossime elezioni regionali, dal momento che si fa il suo nome come candidato alla Presidenza. Il mantenimento della struttura richiede 2,4 milioni l’anno, ma i fondi sono costantemente tagliati, vista la sua sostanziale improduttività. Direttore dell’Istituto è ormai da più di venti anni il partinicese Antonio Console, il quale ha altri interessi, dal momento che la moglie è titolare del Centro Ippico Chirone, vicino a Mondello, un maneggio dotato di una cinquantina di cavalli di razza, piscina semi-olimpionica, solarium, ristorante e location per eventi, con corsi di nuoto, pilates, potenziamento muscolare e stretching, corsi di equitazione su cavalli e su pony, possibilità di ospitare aperitivi, grigliate, feste, oltre che laboratori di cucina, riciclo, costruzioni e giochi. In un certo momento, intorno al marzo 2013 la Regione, visto l’andazzo, decide, non di licenziare Console, ma di affiancargli un commissario straordinario, un agronomo siracusano, Giuseppe Russo, amico di Crocetta, che dura in carica sei mesi. Con lui va via anche l’assessore regionale Caltabellotta, dopo la sua poco felice partecipazione all’EXPO , mentre è nominato commissario Pippo Cipriani, l’ex sindaco di Corleone, che mostra la sua attenzione a un progetto di onoterapia, da tempo presentato da un giovane, che si ripropone di creare laboratori, effettuare corsi e potenziare l’allevamento di asini. Cipriani suggerisce di creare una cooperativa e di appoggiarsi alla LegaCoop. Dopo alcuni mesi torna Russo, per due mesi diventa assessore Reale, poi Caleca, poi Barresi e adesso Cracolici e il progetto del giovane sparisce sul fondo di qualche cassetto, mentre arrivano circa dieci milioni di fondi europei del PON Ricerca e Programmazione, destinati alla creazione di un impianto di stabulazione per l’effettuazione di ricerche nel campo della medicina veterinaria. I fondi sono divisi dal MIUR alle, tre strutture che hanno insieme partecipato al bando per la realizzazione di un progetto di ricerca denominato ISPEMI,ovvero l’Istituto Zootecnico, al quale toccano 4,45 milioni, il centro di ricerca RIMED, (collegato con l’ISMETT), con 3 milioni e l’Istituto Zooprofilattico, con due milioni. Il progetto prevede una sinergia tra i tre enti che dovrebbero rimettere in funzione una vecchia porcilaia, per l’allevamento di maiali sui quali fare sperimentazione, ma l’80% del finanziamento scompare senza far niente: si affidano consulenze, incarichi legali, senza che nella delibera ci sia il nome dell’incaricato, un incarico per la progettazione della realizzazione dell’impianto, ben oltre la soglia prevista di 70 mila euro, e si arriva persino al pignoramento dei fondi a seguito di un decreto ingiuntivo presentato dai dipendenti senza stipendio. Pesa anche il costo di attrezzature per la ricerca molecolare: una sola macchina per la risonanza magnetica costa un milione di euro. Gli ispettori inviati dal MIUR rimangono spiazzati e stupiti dalla capacità tutta siciliana di bruciare i finanziamenti senza realizzare niente.

Nel Misterioso incendio pare siano riamasti bruciati anche alcuni libri di inestimabile valore e il vecchio standard redatto dal prof. Tucci .

In queste condizioni si dovrebbero tutelare le razze siciliane ,in una situazione di incertezza e di menefreghismo assoluto ,ma le galline siciliane che fine hanno fatto ? 

Il ceppo si teme sia stato perduto a causa dell’incrocio con altre razze .

Viene da chiedersi ma come è possibile ? 70 anni di storia di una razza perduta per sempre . 

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