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Patate siciliane

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In Sicilia, grazie alle favorevoli condizioni climatiche riscontrabili in alcune aree costiere, vengono realizzati due cicli di coltivazione extrastagionali: autunno/vernino-primaverile ed estivo-autunnale,temporalmente differenti dal ciclo ordinario, primaverile-estivo. Con il primo ciclo, di gran lunga il più importante, si ottiene la classica ed affermata produzione precoce (denominata anche primaticcia o novella), realizzata tra marzo e inizio giugno, molto apprezzata, soprattutto dai mercati europei e del Nord Italia per la sua freschezza e fragranza. Con il ciclo estivo-autunnale si realizza, invece, la produzione invernale o bisestile o di secondo raccolto (da dicembre a febbraio), che in questi ultimi anni ha visto aumentare la propria importanza relativa. Con i tuberi raccolti in entrambi i cicli è possibile, pertanto, realizzare un calendario di produzione pressoché continuo di 6-7 mesi, da dicembre a maggio-giugno. Entrambe le tipologie di prodotto (patata precoce, o novella, e patata bisestile) sono destinate al consumo fresco e vengono commercializzate subito dopo la raccolt La Sieglinde, di più antica coltivazione ed esclusiva dell’area tirrenico-messinese, si era affermata sugli esigenti mercati della Germania per l’eccellente qualità dei tuberi (forma allungata, pastasoda di colore giallo).
Con il finire del Novecento queste due storiche varietà hanno cominciato gradualmente a segnare il passo, non riuscendo a sostenere il confronto con i nuovi genotipi che andavano via via emergendo dalle sperimentazioni, a causa, soprattutto,delle insufficienti caratteristiche di qualità dei tuberi (Spunta) e delle rese modeste (Sieglinde). L’attuale rinnovamento varietale è stato frutto del lavoro organico e mirato portato avanti dalle istituzioni scientifiche (università, CNR, CRA) operanti nell’isola con i contributi finanziari regionali e ministeriali, ma anche dalla spinta episodica e interessata delle aziende che commercializzano il seme.
Moltissime delle varietà introdotte non hanno lasciato alcuna traccia, sia perché non adatte alla coltura extrastagionale – essendo state costituite all’estero per contesti ambientali profondamente differenti – sia perché non supportate da conoscenze scientifiche in grado di sostenerne adeguatamente le performance agronomiche in campo. Il rinnovamento ha comunque portato a un nuovo assetto varietale che, pur variabile da un’annata all’altra, sembra più equilibrato sia sotto il profilo biologico(genotipi a differente precocità, rusticità, capacità produttiva e

resistenza alle malattie) sia sotto quello delle caratteristiche di qualità dei tuberi (genotipi con differente destinazione culinaria,colore della buccia e della polpa, pezzatura ecc.). È comunque da segnalare con soddisfazione la presenza in coltura, anche con buoni risultati agronomici, delle prime varietà costituite in Italia. Attualmente, accanto alle già affermate Arinda, Mondial,Timate, Nicola e Ditta (preferita, quest’ultima, per le colture biologiche), il panorama varietale include anche nuovi genotipi, quali Marabel, Safrane, Labadia, Matador e le italiane Antea e

Bellini, tutti con tuberi a buccia gialla, nonché Romanze e Red Fantasy, con tuberi a buccia rossa.
La nuova articolazione varietale della pataticoltura siciliana ha sensibilmente migliorato la capacità di intercettare con efficacia le variegate richieste di un mercato sempre più esigente. In questo quadro è opportuno segnalare la costituzione, negli ultimi anni, di una rete regionale di sperimentazione sulla patata precoce promossa dalla collaborazione tra l’università di Catania e il servizio allo sviluppo dell’assessorato Agricoltura e foreste
della Regione Siciliana, che ha già permesso di individuare nuove varietà adattabili alla coltura precoce, quali Everest, Ambition,Labadia, Madeleine e Allians, delineando per ciascuna di esse il profilo qualitativo e la destinazione culinaria più rispondente.

Risultati delle prove di irrigazione condotte in Sicilia•

I fabbisogni irrigui stagionali risultano

patate-rose
Rossa Siciliana
variabili in rapporto all’annata, potendo
oscillare tra 160 e 200 mm nella coltura
precoce, e tra 100 e 220 mm in quella
bisestile
Con l’incremento dell’ETc
(evapotraspirazione massima della
coltura) aumenta linearmente la
produzione areica, per effetto quasi
esclusivo dell’incremento del peso
unitario dei tuberi. Per contro,
diminuiscono l’efficacia produttiva
dell’acqua irrigua e il contenuto
di sostanza secca dei tuberi
Un intervento irriguo programmato
soltanto durante la prima metà del
periodo di tuberificazione si è rivelato
più efficace ai fini produttivi rispetto
a quello effettuato solo durante
la seconda metà del periodopatata-rossa
di tuberificazione
L’irrigazione influenza la composizione
del tubero facendo aumentare il suo
contenuto in proteine e ceneri,
e diminuendone la concentrazione
di amido e zuccheri riduttori.

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