Il futuro della biodiversità!

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Gli stati egemoni che governeranno il mondo non potranno fare a meno di impossessarsi del patrimonio genetico di tutte le varietà e razze esistenti sulla terra, solo chi gestirà il patrimonio genetico che produce il cibo potrà gestire l’umanità. Oggi le guerre economiche si fanno già utilizzando ibridi di laboratorio resistenti a particolari patogeni e molte malattie sono nate in laboratorio, come dimenticare gli ulivi abbattuti in Puglia, ulivi secolari, un patrimonio di tutti attaccati dalla Xylella una fantomatica malattia venuta da chissà dove! Dopo varie indagini della procura, “la sintomatologia del grave disseccamento degli alberi di ulivo non è necessariamente associata alla presenza del batterio, così come d’ altronde non è ancora allo stato, dimostrato che sia il batterio, e solo il batterio, la causa del disseccamento”. Molto probabilmente si trattava di tutt’altra malattia e oscuri interessi volevano che il mercato dell’olio pugliese avesse un crollo, si tratta molto probabilmente di interessi di multinazionali e grossi commercianti che hanno interessi, per il controllo del mercato. La biodiversità in questo caso ci viene d’aiuto identificando varietà resistenti a un tipo di malattia, si può pensare di fare nuovi impianti e innesti, naturalmente chi possiede la varietà ha il potere di gestire il mercato. Le mutazioni genetiche indotte dall’uomo purtroppo per la maggior parte sono negative e sono rarissimi i casi delle mutazioni spontanee, e come se la natura non volesse collaborare con i genetisti che sono costretti a utilizzare germoplasma naturale. La natura ha avuto migliaia di anni per eseguire numerose mutazioni e poco si adatta al breve corso della vita dell’uomo, tutte le varietà domestiche comprese quelle antiche sono coltivate dall’uomo per il proprio uso e non sono naturali perché altrimenti sarebbero selvatiche, infatti tutte le razze e varietà se abbandonate tendono a inselvatichire.Il futuro della biodiversità e nell’avere diverse varietà resistenti ai fattori climatici, varietà resistenti alle malattie, varietà che non hanno bisogno dell’ausilio della chimica.  Immaginate un mondo sovrappopolato con poca terra a disposizione, con molto inquinamento e con il clima impazzito, se avreste la possibilità di andare in altro pianeta cosa prendereste, un kg d’oro o un kg di semi resistenti? L’oro non puoi mangiarlo e in futuro il cibo sarà una delle tematiche più importanti per l’umanità, il cibo non sarà mai una pillola per malati, sarà un elemento fondamentale che ci lega alla terra il futuro sarà possibile solo avendo una moltitudine di razze e varietà che permetteranno una grossa variabilità genetica. La variabilità genetica è importantissima per le generazioni future è l’unico strumento che l’uomo ha per combattere le malattie, il vigore ibrido è uno strumento molto utile utilizzato anche oggi per la produzione degli ibridi commerciali che assicurano cibo in quantità.

Il futuro non è nelle coltivazioni Bio, il futuro è la sfida nel creare varietà resistenti agli agenti patogeni, moltitudini di varietà e razze che non hanno bisogno del sostegno assiduo dell’uomo, questa è la vera sfida. Il radicalismo del Bio sta facendo passare informazioni sbagliatissime sulle biodiversità, e su come gestirla, il biologico è sempre contro natura, la stessa coltivazione è un procedimento contro la natura selvatica, l’addomesticamento segue le leggi dell’uomo, l’etica morale e civile non segue la natura selvatica, dunque Bio non è sinonimo di naturale, e neanche di sano, perché in teoria andrebbero fatte macro regioni Bio, essendo le acque meteoriche e di falda inquinate. L’Etica dovrebbe essere per l’agricoltore moderno una materia di studio e approfondimento, tutti dovremmo renderci conto che non basta un’etichetta, non basta una legge per garantire del buon cibo a tavola, basti pensare che la maggior parte del cibo che è a tavola viene da paesi dove non esistono leggi in materia e tutto viene fatto a discrezione del contadino.Il contadino oggi ha una grande responsabilità maggiore a quella di un medico ad esso è affidata la salute pubblica, il suo ruolo deve essere per forza di cose rivalutato e riformulato per poter essere a passo con i tempi. La figura del contadino custode deve essere presa in seria considerazione, considerato che oggi la competizione con i mercati mondiali non da altre opportunità per gli agricoltori e non si può neanche pensare di sostenerli a lungo termine con contributi e sovvenzioni.  Il futuro della Sicilia deve passare per forza dalla valorizzazione della biodiversità siciliana utilizzandola come strumento di sviluppo economico .

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2 pensieri riguardo “Il futuro della biodiversità!

  • 28/10/2018 in 17:45
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    Salve. sono un contadino da prima di essere un dott, con trent’anni di vita nei campi.coltivo angurie per la maggiore nonché pomidori,zucchine lungo,zucche,fave,ecc. alcuni di questi sono nostrani, come faccio a conservarli nel tempo? . Distinti saluti

    • 29/10/2018 in 11:35
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      i semi congelati durano anche 5 anni,più piccoli sono e più durano, li riproduce in serra chiusa per evitare l’ibridamento e per rinnovare il seme

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