….e se il limone fosse nato in Sicilia ?

Sharing is caring!

Una ricerca  storica sulle origini  delle varietà siciliane, ha portato alla luce nuove conoscenze sulle origini delle varietà fruttifere siciliane, molte le varietà che si ritenevano recenti e non conosciute da altre civiltà, oggi grazie alla diffusione delle informazioni a livello globale e unendo ricerche archeologiche, con quelle genetiche si hanno certezze storiche prima inimmaginabili. Abbiamo studiato con attenzione un sito archeologico preso in esame proprio per l’accuratezza delle informazioni e dopo ben due anni di ricerca siamo arrivati alla conclusione che il limone è nato in Sicilia, un affermazione che non avrebbe senso senza un supporto documentale, parlando di documenti, la provenienza storica dell’ipotesi che il limone fosse stato portato dagl’arabi in Sicilia, già appare molto carente e a poco valgono i racconti dei bei giardini adorni di limoni. La ricerca durata ben due anni ha riguardato il sito archeologico di Villa Romana del Casale, i mosaici raccontano delle storie e sono articolati come la pellicola di un film, i vari spezzoni sono intervallati da cornici e le stanze sono le puntate del film. Un Mosaico in particolare rappresenta la scuola che veniva fatta ai giovani nell’arte della caccia e del raccolto con animali non completamente addomesticati, la stessa cosa si nota anche con le piante che sono messe di proposito, per raccontare la loro storia. 

Ben sei varietà fruttifere sono presenti nella scena e i rami sembrano non un semplice ornamento ma dirci chiaramente qualcosa, gli animali presenti non sono domestici ma animali difficili da addomesticare; tortora  fagiano, pavone, lepre, pernice e addirittura il gruccione. Questi animali sono considerati da sempre poco addomesticabili, anche se qualcuno potrebbe obbiettare sul gallo, che dovrebbe essere addomesticato, chi conosce bene gli avicoli sa dalla colorazione evidenziata che si tratta di gallo selvatico e sa che i galli per difendere la prole sanno essere molto protettivi in special modo se sono selvatici.  

In pratica la scena sembra raccontare le difficoltà di addomesticamento della natura e il ratto che morde il bambino rappresenta proprio questo. I frutti non sono messi li per adornare un pavimento, sappiamo che i romani si nutrivano di molta frutta e cercarono e conoscevano le tecniche dell’innesto (Plinio, nat. hist., xv 73 ) Molte varietà portavano il nome di chi l’aveva inventata, lo stesso Plinio cita molte varietà di pera . La frutta rappresentata nel mosaico, dal fico, al pero al melograno o al cedro richiede delle tecniche di innesto e di propagazione che non sono adatta a principianti.

Molto particolare la rappresentazione del cedro che nello stesso ramo porta due frutti diversi, sembrerebbero dei cedri fatti male o dei limoni grossi, la forma ricorda molto realmente i pomelo, un frutto poco conosciuto  oggi ma che è il ritenuto il l’agrume più antico, forse non a caso la dea Pomona è la dea romana dei frutti (chiamata perciò Patrona pomorum, “signora dei frutti”)porta la stessa radice linguistica.

E’ stato dimostrato che sono solo tre i progenitori di tutti gli agrumi oggi conosciuti: il cedro, il mandarino e questo gigante di altri tempi il pomelo.       

Il Limone è un ibrido che deriva sicuramente da questi incroci e questo mosaico sembra raccontarci proprio questa storia ormai perduta. La scienza moderna attraverso le ricerche genetiche da un pieno supporto a questa teoria documentale , come riporta un autorevole studio (Limoni: diversità e relazioni con i genotipi degli agrumi selezionati misurati con i marcatori del genoma nucleare )   di  O. Gulsen  e ML Roose . 

Il Bambino sembra proprio raccogliere un limone del 320 D.C.

La storia si scrive con i documenti e un mosaico è un documento che vale al pari un una testimonianza storica, se consideriamo le recenti scoperte genetiche e consideriamo il fatto che i romani erano molto bravi e nutrivano una passione innata per far nascere nuove varietà, la risposta alla nostra domanda iniziale è scontata, il limone è nato in Sicilia intorno il 350 D.C.

di Giovanni Cirasa.

Sharing is caring!

2 pensieri riguardo “….e se il limone fosse nato in Sicilia ?

  • 07/08/2018 in 07:35
    Permalink

    A questo punto ma chiedo: qual’è la varietà più antica di limone presente nella Sicilia?
    Complimenti per l’articolo.
    Aspetto una vostra risposta cortesemente.
    Saluti

Lascia un commento