Il più grande sito astronomico del neolitico è nel centro Sicilia.

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Sono già una decina i siti identificati e controllati accuratamente nei pressi di antichi villaggi preistorici, un ipotesi già avanzata in questo sito qualche anno fa dove si ipotizzavano antiche costruzioni megalitiche costruite con criteri architettonici. Le recenti scoperte archeologiche del Prof. Ferdinardo Maurici e Alberto Scuderi  avvenute nel palermitano e nel trapanese hanno messo in risalto le innumerevoli costruzioni megalitiche del centro Sicilia, l’attenzione in particolare si spostata sui puntatori solari, una sorta di calendario astronomico che indica con precisione i vari solstizi, si tratta per lo più di rocce naturali che dominano il paesaggio circostante e fungono da punto di riferimento, molto probabilmente i villaggi venivano costruiti in funzione di questi puntatori. Il centro Sicilia è sempre stato identificato come la terra dei Sicani, ma gli storici su questa civiltà non si sono mai interessati, forse perchè ritenuta primitiva,oggi invece si sta rivalutando una storia e una civiltà perduta che era capace di spostare massi di dimensioni e peso notevoli, come dimostrato nel sito di Grotta Rossa dove un puntatore ha suddiviso il quadrante di visione in due parti uguali per distinguere i due solstizi, un ritrovamento fortunato avvenuto da parte di un bambino, Tony Danna, in un escursione organizzata. 

Sito di Grotta Rossa 

Il masso è chiaramente appoggiato a un grosso foro circolare scavato nella roccia, non ci sono dubbi che un opera dell’uomo di 3000 anni fa nel luogo è stato  ritrovato  molto materiale castellucciano e lo scavo regolare all’interno della roccia e palesemente artificiale.

Nello stesso sito si trovano ben tre puntatori solstiziali tutti a poca distanza, ma tutti con una funzione diversa , il maggiore, quello più imponente è stato costruito alla sommità della cresta rocciosa per essere visibile anche a grande distanza, ha un pronao, ottenuto spianando  a livello la roccia  con due  spallette laterali,  il buco abbastanza circolare porta a un locale che fa da camera per il riflesso solare, una struttura studiata nei minimi particolari che ci indica esattamente il tramonto del solstizio d’estate. 

Il complesso monumentale domina sino a scorgere la Valle del Platani e l’odierna Enna, doveva trattarsi senza dubbio di una zona sacra per tutti i villaggi nel giro di almeno 40 km vista la sua imponenza, da qui si riesce anche a scorgere altri puntatori solari nella zona di San Cataldo dove è stato ritrovato un importante altare monumentale in contrada Portella del Tauro . Altra importante costruzione nella stessa location a pochi metri di distanza dai due puntatori e lungo la stessa cresta calcarenitica è un arco con un piccolo buco orientato per il tramonto del solstizio d’inverno, la bacinella sottostante è un contenitore circolare che poteva contenere  un liquido , non ci sono tracce di bruciatura della pietra o alterazioni da far pensare che sia un focolare, molto probabilmente la funzione era quella delle bacinelle che si trovano in molti siti, o quella sacra per immersione o semplicemente poteva fare da specchio sia per le fasi lunari o in mancanza della luna un piccolo osservatorio dove potere vedere le stelle. 

 

Portella del Tauro 

A pochi km il sito di San Cataldo si presenta con un foro ben lavorato e orientato perfettamente con il tramonto del solstizio d’estate, l’altare si trova nella collina intermedia e l’accesso è consentito con una piccola scalinata, anche l’altare risulta orientato e molto probabilmente c’era una struttura di copertura con diverse camere come si nota dalle pietre ben lavorate a 90° , in un pianoro si trova probabile un recinto sacro con diversi macigni di notevoli dimensioni, si dovrebbero  fare delle indagini più approfondite per stabile di cosa si tratti realmente, la zona è piena  di cocci di ceramica di diversa provenienza e numerose tombe di diverse tipologie da quelle a pozzo a quelle a forno  finire con quelle a sacello, probabilmente il sito è stato considerato un punto sacro per diversi millenni e varie civiltà si sono susseguite.   Il puntatore della cresta si trova in una parte non troppo alta della cresta, questo a costretto la fondazione del villaggio in una parte bassa della vallata dove  si trovano pochi resti  a causa di una recente pulizia del terreno e dei massi che formavano diverse forme. Il puntatore è una grotta artificiale delle dimensioni di un metro e mezzo circa e come altri puntatori ha una parte resa piana forse per svolgere alcune funzioni religiose. 

 

Santa Rita 

Nei pressi di Sommatino Cl si trova un borgo Santa Rita come l’omonima chiesa, dietro la chiesa si erge una cresta montagnosa che arriva fino al bosco in località Furiana, una cresta di circa 3 km , la zona sacra è stata individuata, nella cresta centrale prima degli abitati, dove c’è una via sacra di un centinaio di metri delimitata da massi                 megalitici ,la zona per fortuna ha avuto pochi saccheggi e devastazioni e molte delle tombe sono chiese con massi di notevole dimensione alcuni parecchi metri cubi con diversi quintali di peso. La   via sacra si inerpica per il monte e si divide in due zone, la vetta non è orientata per i solstizi e molto probabilmente ne stato creato uno di fianco con un masso trilite, è solo un ipotesi visto che un puntatore nelle vette sottostanti esisteva in località Furiana ma negli anni ’90 a seguito di un forte temporale si è rotta la parte sommitale, la zona in dialetto viene chiamata “Piscia Cane” che in dialetto vuol dire una cane che fa la Pipi, in effetti è sta individuata la testa di un cane e nella parte sottostante un piccola grotta, oggi chiusa da una piccola costruzione in blocchi dove doveva scorrere acqua sorgente.

La zona risulta estremante interessate e piena di frammenti di età castelluciana, ci è stato riferito della presenza di due altari che ancora non abbiamo  trovato  e verificato. La foto del puntatore costruito come un trilite rende l’idea della complessità dell’opera, adiacente ci sono vari massi sistemati a muro di protezione.   

Gibil Gabib 

Nella zona archeologica si trovano ben due puntatori tutti e due ben lavorati e in ottime condizioni, uno è su uno sperone nei pressi di una ex cava e l’altro più a sud, sono due manufatti molto belli e rifiniti visibili dalla zona del villaggio preistorico.

Cicuta nuova 

Nelle vicinanze di Santa Rita, in linea d’aria ci sono pochi centinaia di metri si trova un sito che presenta una spaccatura nella roccia e un foro passante che ancora non abbiamo identificato con precisione, uno si trova in una roccia dalla figura umana. 

 

Trabia Sommatino-Riesi 

Il foro nella roccia è difficilmente accessibile e la verifica se sia un puntatore o meno non è semplice.

Comunque la zona presenta molte tombe del castelluciano, età del bronzo antico.

 Mazzarino  

Complesso architettonico orientato al solstizio d’estate.

Su una rupe naturale è stato ricavato un apertura orientata verso il solstizio d’estate, lungo la stessa rupe ci sono due locali a grotta probabilmente scavati in età arcaica, la ceramica sul luogo indica che il luogo è stato abitato sin dal bronzo antico e neolitico, molto materiale siliceo e ossidiana lavorata a lama. La zona presenta un pianoro molto ampio dove probabilmente c’erano gli abitati in varie epoche sino ad arrivare al bizantino.La zona è conosciuta come la pietra “atari” probabilmente per indicare la parola altare, la leggenda vuole che la chiesa madre di Barrafranca sia stata costruita utilizzando pietre di questo luogo sacro. Nella parte esposta a nord c’è un monolite probabilmente eretto per indicare il nord magnetico. Non mancano le incisioni difficile capire se siano naturali o opera dell’uomo.

Sutera 

Due Puntatori attraversano una rupe direzionata nord-sud , un villaggio al bordo del fiume Platani è praticamente intatto e si notano numerose strutture megalitiche 

Il villaggio

 

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