Il carciofo nostrale siciliano

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La Storia 

Utilizzato dai greci e romani, molto probabilmente iniziarono le prime selezioni delle varietà domestiche in Sicilia è è documentato che in altre regioni arrivò appunto dalla Sicilia, come per la Toscana  nel 1466, nella pittura rinascimentale italianasi vedono i primi, è rappresentato in diversi quadri quali: “L’ortolana” di Vincenzo Campi, “L’estate” e “Vertumnus” di Arcimboldo.

Descrizione del carciofo Siciliano  Nicolosi Gallo A. 1880

-spinosa di colore verde violetto detta carciofo di Palermo perché ivi coltivata per forzare e avere carciofi primaticci

con ricettacoli grossi, con squame chiuse molto embriciate, con spine acuminate e pungenti di colore verde giallo;

– a calice o domestica

con squame aperte sopra, senza spine, coltivata negli orti seccagni, destinata per la produzione tardiva;

–carciofo Maltese

a forma cilindrica con squame senza spine di colore verde chiaro, molto diffusa nella Sicilia orientale per la sua rusticità, abbondante prodotto nella coltura forzata nelle province di Siracusa e Catania.

L’autore Viani P. nel  1919 descrive cosi i carciofi siciliani :

Tra le “varietà” di carciofo riportate da questo autore ne figurano sette individuate con un toponimo siciliano:
carciofo violetto, spinoso di Palermo , carciofo verde spinoso di Palermo, carciofo violetto senza spine, carciofo verde precoce di Sicilia, carciofo cardone di Sicilia, carciofo di Messina, carciofo della Piana di Catania, carciofo Maltese
“Viene chiamato carciofo Maltese non perché originario dell’Isola di Malta ma per il vezzo
di dare tal nome alle cose nuove e introdotte da fuori”.
Nel 1735 il barone F. Nicosia tratta della coltivazione del carciofo conosciuto in Sicilia con il nome di cacocciulo
e riferisce che erano presenti due “specie”: una a foglie inermi e l’altra a foglie aculeate.
Successivamente, Balsamo P. (1855), Nicolosi Gallo A. (1880) e Manicastri P. (1894) descrivono tecniche colturali e varietà dell’epoca. Nei primi decenni del XX secolo scrivono del carciofo, e delle sue varietà utilizzate in Sicilia, Viani P. (1919), Tamaro D. (1929, 1937), Vagliasindi G. (1934) e Trentin L. (1937).

Il carciofo di Niscemi è viola ?

No, dalle notizie storiche nella parte meridionale e orientale la varietà locale diffusa dovrebbe identificarsi con la Maltese, verde chiaro ,a forma cilindrica con squame senza spine.

Curiosità: Grotta del carciofo  

Poco distante dalla Porta della Montagna di Noto Antica è presente una piccola grotta  chiamata “delle Cento Bocche”,  tra le cavità, la Grotta del Carciofo presenta un incisione molto particolare un sorta di candelabro a sette punte scambiato dai pastori per carciofo, da una lettura più attenta si notano due diverse lavorazioni forse in epoche            successive la prima è un evidente tridente, forse modificato in età cristiana.

La varietà selvatica

cresce spontanea in tutta l’isola in terreni argillosi esposti al tramonto, vengono raccolti e consumati in inverno, hanno un gusto amaro e la presenza di spine.

Ma il violetto è la varietà locale siciliana ?

Di  misura analoga a quella del Violetto di Sicilia sono
il Violetto di Provenza con qualche altra cultivar come il Violetto
di Gapeau, o la Bianca di Spagna o Tudela, poco conosciuta e
utilizzata nell’isola. Quest’ultima differisce chiaramente da tutte le
altre cultivar precoci per l’assenza di pigmentazione violetta sul
le brattee, mentre il Violetto di Provenza presenta caratteristiche
sovrapponibili a quelle del Violetto di Sicilia, rispetto al quale è
più precoce e più produttivo. Lo stato sanitario del materiale di
propagazione al momento appare migliore, per cui ha sostituito in molte aree della Sicilia il Violetto locale con risultati che appaiono soddisfacenti, a discapito della nostra varietà locale.
La principale difficoltà della coltivazione del Violetto di Sicilia riguarda lo stato sanitario del materiale di Propagazione compromesso da infezioni di Verticillium e anche di virus per il cui risanamento non si dispone ancora di protocolli validi. Per la coltivazione in biologico e anche per il consumatore è preferibile acquistare carciofi verdi perchè subiscono meno trattamenti e sono più resistenti.

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