I misteri di Petralia Soprana

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Petralia Soprana è poco conosciuta dai turisti, pochi conoscono il territorio e in particolare le bellezze nascoste eccovi un paio di cose da sapere.

I GIGANTI DI PETRALIA

Nelle narrazioni dei pastori si afferma spesso il ritrovamento di ossa di giganti  che  si polverizzano al solo tocco, per cui si sono salvate  piccole parti degli scheletri,  la parzialità ha reso difficile la loro identificazione agli scienziati cui venivano sottoposti. 
Tutti questi reperti vennero portati solitamente nelle chiese, o in collezionisti privati, come ambite “curiosità”.

A Petralia Soprana le chiamano «le ossa del sacro gigante» si trovano conservate presso la chiesa madre, una ben strana reliquia, che affonda le sue radici nel passato remoto della nostra civiltà, giù fino alla leggende di Omero e poi da lui passando da Tucidide per tutto il Medioevo. «A partire da Omero in Sicilia si è parlato per secoli della presenza di Ciclopi, giganti monocoli che abitavano le coste dell’ isola dedicandosi alla pastorizia –

Nel volume “Storia critica di Sicilia, dall’epoca favolosa insino alla caduta dell’Impero romano” di Giuseppe Alessi , i ritrovamenti di Petralia in particolare dei molari sono dei fossili di ippopotamo.

 Nel De rebus siculis del Fasello  descrive anche altri reperti analoghi da lui collezionati, e fa un elenco dei passati ritrovamenti di scheletri di giganti in altre parti della Sicilia, come quello del famoso “gigante di Erice” che era stato ritrovato seduto con un enorme bastone.  

Sino alla metà del Settecento, la riferibilità dei reperti trovati nei pressi di Petralia Sottana a scheletri di giganti, non venne mai messa in discussione, poi molte ossa furono accostate a molti animali , ritornando alle ossa nel 1552 a Petralia Sottana, alcune di esse furono probabilmente conservate nella Matrice di Petralia Sottana.

Infatti negli Atti dell’Accademia Gioenia di Catania del 1833, si legge che vi si trova una costola lunga 5 palmi e 2 pollici (circa 1 metro e 35), che costituisce “forse un avanzo” delle ossa trovate da Susanna Gonzaga.

Nel 20o4 le ossa del gigante di Petralia vengono studiate da una paleontologa di Palermo, Carolina Di Patti, che stabilisce che sono di Balena, adesso l’enigma si fa più fitto del come siano andate a finire delle ossa di Balena a Petralia che tuttavia non sembrano fossili e portano dei chiari segni di interventi umani. Una ha quattro fori circolari, mentre entrambe presentano evidenti tracce di taglio, come se fossero state scarnificate. 

Ma i veri giganti mai studiati si trovano sopra la grotta preistorica del vecchiuzzo ,  a poche decine di metri si notano delle sculture megalitiche consumate dal tempo.Tra le rientranze e le sporgenze si possono ammirare figure antropomorfe e zoomorfe monumentali. Le ispezioni nel sito sono state condotte da Emilia Sakharova, archeologa, moglie dello storico petraliese Francesco Figlia, che ha ritenuto di aver trovato conferme e riscontri alle leggende, alle fonti orali e all’archivio fotografico del Centro di documentazione etnografico ”u Parmintieddu”. A Cerami si trovano le orme dei giganti delle curiose rientranze nella roccia. 

Da Petralia Sottana percorrendo la Sp. 54 in direzione di Piano Battaglia, si arriva a Pomieri dove è possibile con un breve percorso a piedi raggiungere Case Lapazza, sede di un insediamento pastorale ancora attivo che offre al turista la possibilità di degustare i prodotti tipici della pastorizia (ricotta, tuma, caciocavallo etc.). Proseguendo nella suggestiva cornice di Pizo Canna e delle balze sul torrente omonimo, dove nidifica l’Aquila Reale e numerosi rari esemplari di volatili, si arriva a Vallone Sambuchi incontrando un’altro insediamento pastorale, si prosegue sotto le pendici di Monte Ferro sino all’omonimo pianoro incontrando un piacevole punto d’acqua. In salita, a sinistra, dopo circa 500 metri si raggiunge la radura di Piano Pomo, stazione degli Agrifogli Giganti, e dopo aver raggiunto uno dei punti panoramici più suggestivi del Parco, in discesa si giunge a Piano Sempria incontrando esemplari di querce monumentali.     

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