Stiggliola, quella vera!

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La Stiggliola è un antico piatto pastorale, esso  nasce anticamente per utilizzare le interiora degli agnelli (fegato, cuore, polmoni, milza, occhi, lingua ecc) .                                                                                                                                   Le origini etimologiche della parola quali sono ? Senza fantasticare tra arabi, francesi e spagnoli, la parola è ancora in usa in dialetto siciliano, gli attrezzi da lavoro si chiamano “STIGGLI”, probabilmente l’etimologia viene proprio da un particolare magazzino dove si macellavano gli animali, la macellazione degli agnelli infatti molto spesso si faceva a ridosso della stalla e le interiora non si davano ai cani ma si utilizzavano con varie ricette, una di queste è appunto la STIGGLIOLA, piatto pastorale.           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Stiggliola palermitana è sicuramente una variante della ricetta originale del piatto pastorale.

Il piatto infatti è un piatto molto forte, è destinato a palati forti e determinati, e l’uso di spezie forti richiama molto il vino.

NGREDIENTI

Budellina di agnello, di capretto o di polli.
Limoni, prezzemolo q.b.
Polmone, cuore, cervello, fegato, rognoni, in parti uguali.
Sale e pepe q.b.

PROCEDIMENTO

Dopo aver lavato con molta attenzione le budellina in acqua corrente tagliarle in lunghezza aiutandovi con le forbici. Sgrassarle con abbondante succo di limone e quindi lavarle in acqua salata, sgocciolarle ed asciugarle.
Nel frattempo,tagliate a cubetti le frattaglie  e inseritele in un budello, legate un lato del budello e poi l’altro e poi avvolgete con altri budelli per evitare che il budello si rompa nella cottura .                                                                       A questo punto le stigghiuola sono pronte per la cottura.
Preparare la brace usando possibilmente legna di ulivo o mandorlo.  Disporre una griglia sulla brace, ad una distanza di almeno 30 cm. e,  quando la brace sarà meno viva, disporre sulla graticola le stigghiuola. Lo  scopo è di farle arrostire lentamente. Quando saranno ben cotte servire ben calde spolverandole con sale e pepe. C’è  pure chi preferisce condirle semplicemente con sale e limone spremuto.

 

 

 

 

 

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