Il cane di Falla, la storia.

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Cane da compagnia, diffuso in Sicilia  presso le importanti famiglie nobili, insieme al volpino siciliano e al Jack Russell, Maltese e tantissime altre razze  hanno rappresentato per secoli i classici cani da compagnia per le donne dei ceti sociali più ambienti ma anche utilizzato nelle fattorie per la caccia al topo.

Il Jack Russell Terrier, razza che si fa risalire al 1800 grazie alla selezione del reverendo Russul , arriva in Sicilia grazie alla famiglia Tomasi di Lampedusa, alla luce di numerosi documenti ritrovati.

Il cane di Lucio Piccolo Gip.

La nostra attenzione è  rivolta al cane di Falla un cane autoctono di utilità utilizzato fino a pochi decenni fa per combattere piccoli animali all’interno delle abitazioni, ma anche per compagnia. 

Numerose le testimonianze dell’esistenza di questa razza ma pochi i documenti storici, per questo motivo T.R.S ha iniziato 8 anni fa una sistematica ricerca dei documenti che attestassero l’ esistenza. Riportare in vita una razza è come riportare in vita una storia che sembrava cancellata, dimenticata, una storia piena di affascinati risvolti che riemerge piano piano,  meraviglia, affascina e si ci rende conto che la storia della nostra isola è stata per secoli scritta da grandissimi personaggi di grosso spessore culturale e per i quali non c’è la giusta attenzione. Nella ricostruzione della storia della razza e nella ricerca sul territorio, si ci imbatte spesso nel ricostruire anche le genealogie umane, per capire i rapporti di parentela con delle famiglie e dunque stabilire le origini di certi animali. 

Grazie a una recente ricerca contatta da Salvatore La Monica e il ritrovamento di numerosi documenti anche fotografici scopriamo che il cane Di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, celebre autore del Gattopardo, era un Jack Russell di nome Poppy, questo cane rappresentava tantissimo, alla luce anche dei fatti storici con gli inglesi per via della situazione nel mediterraneo e l’Isola di LAmpedusa, tanto da vederlo comparire nel testamento dello scrittore del maggio 1957.

Mirella Radice con in grembo il cane Pop e Alessandra Wolff Stomersee principessa di Lampedusa

Sono i cani della famiglia Piccolo a stupirci, i  Piccolo sono cugini di Tomasi di Lampedusa e Lucio Piccolo era è stato un poeta esoterista, che visse quasi sempre appartato, fra Palermo e la sua casa di Capo d’Orlando, alieno da ogni forma di mondanità, allevava  nella villa di Capo d’ Orlando molti cani 4 0 5 bastardoni di lupo che vivevano nel cortile esterno e non entravano a casa e una razza siciliana, il cane di Falla, lui era coccolato come un sovrano, il suo nome era Gip e ed era il cane personale di Lucio, alla sua morte il cane fu seppellito nell’ apposito cimitero  50 metri a valle dalla villa. La fotografia che meglio lo raffigura è del 1955, una razza ormai estinta e per la quale si può fare ben poco, riportare alla luce testimonianze di un certo spessore però non fa perdere la speranza che qualcuno abbia continuato ad allevare questa tipologia di cani.

Il nome è nato da “falletta” che indica un abbigliamento  della donna usato nell’ottocento, una copriveste che fungeva da grembiule, dove probabilmente il cane veniva coccolato. Il cane di Falla di recente è stato inserito tra le tipologie di cane siciliano dal Centro di Ricerca Universale sulla Biodiversità Canina, e per questo ci stiamo occupando anche della ricerca documentale. Le testimonianze ci dicono che questo cane era diffuso in tutta la Sicilia con nomi diversi e negli Iblei assumeva il nome di spinuttu (piccolo spino) nell’ agrigentino invece varbutiddru (piccola barba), nel nisseno cani di Falla. Tutte le testimonianze concordano sul fatto che i cani erano autoctoni e allevati dalle donne per svariati motivi, un cane molto duttile e con il carattere peperino che difficilmente si sottometteva agli uomini. Non sappiamo se di origine pastorale, perchè anche alcuni pastori utilizzavano questa tipologia di cane come cani sentinella.              

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