I misteriosi santoni di Palazzolo Acreide (SR)

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Si parla poco di Palazzolo Acreide e dei Santoni, sul web  poche notizie e le scarse le pubblicazioni.

Palazzolo Acreide ha conservato un piccolo tesoro archeologico, nascosto tra una vegetazione rigogliosa e protetto per secoli dalla posizione,  sfavorevole agli insediamenti umani e periferico rispetto all’attuale città.   Disposto a  sud della acropoli dell’ antica città di Akrai con il suo bellissimo teatro e strutture sicule, doveva essere una tappa di passaggio verso la necropoli sicula posta nella collina a sud. Doveva esserci un inghiottitoio come era uso  nelle antiche popolazioni autoctone, per lo svolgimento dei riti iniziatici, e per lo svolgimento delle dodici prove iniziatiche. Il sito è posto in un terreno con forte pendenza da dove affiora la nuda roccia di calcarenite bianca, dove sono state scavate  dodici nicchie con altorilievi, utilizzando una tecnica in uso in medio-oriente, che è quella del levare il non disegnato, in pratica si fa un disegno sulla viva roccia e si scava quello non disegnato e poi si ripete la tecnica nei due fianchi, lo scultore interviene solo per i dettagli. Questa tecnica era molto in uso in Egitto ed è stata utilizzata   per la maggior parte delle sculture egiziane. Le figure scolpite chiamate  santoni, hanno poco di santo, ma raffigurano sempre la stessa Dea  ripetuta più volte esattamente dieci volte, lasciando spazio due volte ad altre dei  forse per gli equinozi, ma credo sia probabile per i due solstizi.

Per evitare che la mia opinione fosse influenzata da archeologi e storiografi di oggi genere, che spesso  mi offuscano le idee, e perdo il contatto con la spiritualità dei luoghi, mi sono recato senza nessuna documentazione e senza nemmeno sapere di preciso il luogo.                                                                                                                      Dopo la visita ho tratto le mie conclusioni,  conclusioni di un semplice osservatore e ipotesi tutte da confermare senza nulla togliere al lavoro degli studiosi che sicuramente hanno fatto con criterio scientifico.

       La posizione del sito in una valle naturale direzionata  Est- ovest, mi ha suggerito subito che si tratta di santuario dedicato alle stagioni e al sole, e al trapasso. Il  passaggio utilizzato migliaia di anni fa per passare dalla acropoli alla necropoli mi ha fatto pensare a un luogo intermedio, non ho visto l’inghiottitoio ma deve esserci per indicare il passaggio e la unione con la grande Dea Madre, forza rigeneratrice. La cultura  greca arrivata in Sicilia e trovandosi di fronte a una cultura fortemente legata all’agricoltura ed ai riti connessi dovette per forza di cose adattarsi al mito locale e ha riproposto una dea molto simile alla più antica dea Madre sikana, Cibele.

“””La grande Dea anatolica
Dea creatrice che ha dato origine all’ intero universo senza bisogno di intervento maschile, vergine inviolata e tuttavia madre degli dei. La grande dea anatolica si manifestava nella dura sostanza della roccia e si riteneva fosse caduta dal cielo sotto forma di una Pietra nera.””  

Rocca Pizzicata ( CT)
Il piccolo altare dei santoni

La verginità ripresa da tante religioni, la dea madre e quella pietra nera, probabilmente un asteroide caduto dal cielo, ci interrogano sulla sessa esistenza della vita sulla terra.                                                                                     Nella mia visita molto fugace, al tramonto per potere vedere con la giusta luce anche le ombre, pensai subito alla posizione equinoziale, del luogo, nelle cerimonie funebri che si tenevano in onore durante l’ equinozio, i sacerdoti della dea,  suonavano tamburi e cantavano, infatti il sito ha posizione equinoziale ed è molto interessante l’ altare-calendario, una mia ipotesi da verificare perchè non ho potuto rilevare le posizioni esatte con la strumentazione giusta, a primo impatto ho pensato ad altri altari già visti in altre località frequentate dalle antiche popolazioni siciliane, e per i quali non si è ancora approfondito gli usi, questo è relativamente semplice, anche se un modello 3D e lo studio delle ombre potrebbe darci tantissime informazioni. Sicuramente la mia ipotesi esclude il fatto che l’altare venisse utilizzato per le evirazione dei sacerdoti come ci riferisce qualche archeologo, anche perchè sarebbe materialmente impossibile l’utilizzo.        E’ evidente come questo altare  nella valle dell’Akesines (fiume Alcantara) abbia la stessa tecnica di costruzione, rivolto ad est come molti altri per i riti dedicati a Helios.         

Il sito  contiene  ben  11 dee madri per la suddivisione dell’anno solare  e in due casi per i solstizi estivo e invernale invece viene accompagnata da Ermes e da un altro dio.

Cibele era conosciuta anche nel 6000 a.C., nel neolitico  in Anatolia, la grande dea veniva rappresentata seduta in trono fra due leonesse come questa di Palazzolo, dunque il culto potrebbe essere già di quella data, ma potrebbe essere anche ellenico, una datazione potrebbe essere fatta con le varie scodelle iniziatiche che potrebbero rappresentare qualche costellazione visibile a quel tempo. 

Cibele conservata nel museo di Vienna

Raffigurata per ben dieci volte in trono, e l’undicesima eretta in compagnia di Ermes, divinità dei passaggi e delle trasformazioni come sono i due equinozi, grazie al confronto con raffigurazioni dell’Asia Minore: il chitone che indossa, i leoni, le posture. A rendere unico il sito compaiono anche altre figure, identificate con Hecate e con i Dioscurii oggi è possibile chiarire chi fosse questa dea.

Il dio Ermes possedeva il ruolo di psicopompo, cioè accompagnatore dello spirito dei morti: aiutava a trovare la via per il mondo sotterraneo dell’aldilà, e uno dei pochi che ha il permesso di frequentare gli inferi e questo valorizza il sito come sosta di passaggio per raggiungere la sepoltura. Molto probabilmente legato al solstizio d’autunno.   
Sulla figura della dodicesima nicchia forse un dio legato  al solstizio d’estate, appare chiaro cosa fosse questo luogo, che oggi sembra appartato, ma doveva essere una tappa del sentiero sacro, un santuario, un altare votivo, il luogo di celebrazione di pratiche legate al culto del sole? Le posizioni equinoziali a me non lasciano dubbi e i 12 sacelli scandiscono il tempo che oggi noi chiamiamo  mesi dell’anno, ottenuto  dalla divisione  in quattro parti, tanto sono i solstizi e equinozi e ottenendo un intervallo di tre mesi che moltiplicato per i solstizi si ottengono la somma dei singoli mesi. Lo scetticismo degli archeologi e degli storici sarà elevato alla massima potenza da queste affermazioni, che io considero solo rilievi sommari che danno un idea delle funzioni che poteva assolvere questo il sito.

Nel parcheggio per arrivare, uno scavo a forma di uovo ha attirato la mia attenzione, in parte scavato nella roccia in parte cancellato dalla strada, un uovo cosmico è un’idea universalmente diffusa che veniva celebrata presso molte civiltà alla festa equinoziale di primavera, quando la natura risorge. 
Infatti in numerose mitologie un uovo primordiale, embrione e germe di vita, è il primo essere ad emergere dal Caos: è l'”Uovo del mondo” covato da una Grande Dea e dischiuso dal Dio Sole.
L’Equinozio è il giorno in cui si commemora la discesa della giovane Dea nel mondo sotterraneo e il suo ritorno trionfante alla superficie della terra, portando con sé i doni della luce, del calore e della fertilità per tutta l’umanità. 

Conclusioni:

Statua della magna mater Cibele in-trono seconda Ostia antica -museo archeologico nazionale di Napoli

Appaiono evidenti le coincidenze delle direzioni corrispondenti agli equinozi e cosi come appaiono evidenti la costruzione dell’altare, un misuratore del tempo, ma anche delle spazio, indicando esattamente i punti cardinali, casualità? non credo che l’uomo nelle costruzioni “divine” si affidi alla causalità, come avviene oggi, i luoghi sacri rappresentano non solo tutta la spiritualità del popolo che le costruisce ma anche il massimo della tecnica che conosce.

Nuove indagini sul sito potrebbero rilevarci la funzione di tante scodelle rituali presenti nel sito per le quali purtroppo manca una mappa e non posso confrontarle con le costellazioni.

 

Note:

Il sito non è visitabile, (luglio 2019)  necessita di manutenzione urgente!

  

 

 

 

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