Non è il sumero la prima scrittura!

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CHI HA INVENTATO LA SCRITTURA?

 

Ovvio i Sumeri! Niente di più sbagliato, nel mondo troviamo tanti reperti con chiare lettere e simboli, e nonostante la datazione certa non vengono menzionati dagli studiosi.   

Perché? Il dibattito sulle origini della scrittura è aperto su vari fronti e dire che la scrittura cuneiforme in realtà discende dalla cultura dell’antica Europa è un colpo per tantissimi studiosi. In realtà le più antiche tavolette di scrittura sono della cultura Vinca, una cultura che per tantissimi studiosi è molto fastidiosa. Infatti questa cultura nonostante è studiata da quasi un secolo, ancora oggi si cerca di non menzionarla. Un ricercatore americano, Toby Griffen sostiene di aver decifrato la più antica scrittura, detta di Vinca, su dei cocci vecchi di 7000 anni e ritrovati presso Belgrado. Su amazzon si trovano diverse pubblicazioni dello studioso che sembra ben conoscere sia la cultura celtica e quella germanica, e un po’ tutta la cultura  dell’antica Europa. La scrittura di Vinca è stata ritrovata nei Balcani, Ungheria e Croazia. Non si tratta di ritrovamenti casuali ma di scavi condotti da archeologi e e gli studi sono approfonditi da diverse professionalità. Il censimento conta decine di simboli differenti, che compongono la scrittura di una cultura detta “Antica-europea” presente nell’Europa del sud-est durante il neolitico, tra 6000 e 4000 a. C. Le più antiche iscrizioni cuneiformi della scrittura sumera ritrovate in Siria sono datate 3300 prima della nostra era. Capite bene che parliamo di un lasso di tempo lunghissimo e bisognerebbe retrodatare l’inizio della storia umana di ben 3000 anni. I Balcani erano dunque una culla della civiltà, ben prima della Mesopotamia? La datazione dei siti archeologici dice questo, in Serbia, a Lepenski Vir, il villaggio è datato al mesolitico (7000 anni a. C.) Ad oggi, sono stati trovati più di mille frammenti con iscrizioni simili in vari siti archeologici in tutta, in particolare Grecia,Bulgaria, Romania, Ungheria, Moldavia, Ucraina ed ex Jugoslavia. L’importanza di queste scoperte risiede nel fatto che le più antiche iscrizioni sono datate intorno al 4000 a.C, circa mille anni prima della scrittura pittografica proto-sumera di Uruk (odierno Iraq ), che di solito è considerata la più antica scrittura conosciuta. Allora perché oggi si continua a scrivere sui libri che la scrittura è nata con i sumeri?  Da quando la cultura di Vinca ha di colpo superato quella Sumera, gli studiosi hanno iniziato una campagna di denigrazione contestando anche metodi scientifici quali la datazione al carbonio. La tesi non poteva essere mantenuta, si è preferito parlare di uno sviluppo parallelo e di convergenza storica e la teoria ufficiale è che le due scritture si sono sviluppate indipendentemente. Naturalmente, dovremmo domandarci se si tratta semplicemente di un altro tentativo per salvare delle reputazioni e se nei decenni che verranno la posizione sarà finalmente rovesciata, il che potrebbe significare che la cultura di Vinca è effettivamente all’origine della civiltà sumerica.

Il disco di argilla di KARANOVO, in Bulgaria è un calendario dove sono rappresentate le costellazioni.

Questo calendario stellare, ha suddiviso la volta celeste in 4\4 e ogni 1\4 contiene le costellazioni. Questa suddivisone sarà comune in varie culture compresa quella sikana che appartiene pienamente all cultura dell’antica Europa. La  tavoletta, essendo in argilla è stata datata utilizzando i livelli stratigrafici, e la datazione è molto variabil, infatti alcuni la datano 4000 a.c. e altri 3000 comunque sia siamo sempre prima dello sviluppo della civiltà sumera. Anche se non abbiamo una scrittura fonetica, il disco testimonia certamente che le popolazioni sapevano calcolare il tempo dell’anno. Si tratta di un  disco sacrale utilizzato per il calcolo delle stagioni, un importanza esigenza per sapere lo spostamento delle preda da caccia e le semine. 

Di notevole importanza e molto simile è una tavoletta di Tartaria la quale ha la stessa identica suddivisione in quarti e l’incisione di segni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le tavolette furono ritrovate nel 1961 e datate 3300-3000 a.c. secondo D. G. Zenotti,(  “The position of the Tartaria tablets within the Southeast European Copper Age”)

La datazione delle  è difficile in quanto non possono essere datate al carbonio e la stratigrafia è incerta. Alcuni  suppongono che potrebbero risalire al 5300 a.C. circa. La maggior parte degli scienziati, analizzando i segni, sono per un’età molto più recente, intorno al 2.750 a.C., al massimo a 3.300 a.C. (che è l’inizio del periodo della proto-scrittura sumerica). 

I segni sono di tipo proto-cuneiforme sumerico, quindi quasi sumero. 

I Balcani erano dunque una culla della civiltà, ben prima della Mesopotamia. Questa conclusione rivoluzionaria, per non dire sconvolgente, è contestata senza nessuna logica scientifica. Parlando di scienza nuove indagine sono state fatte su queste tavolette per fare luce e utilizzando le più moderne tecniche di dendrocronologia abbiamo una data di 5370 a.C e ciò toglie ogni dubbio agli scettici.

Analizzando il disco con le precedenti deduzioni possiamo ipotizzate che si tratti anche in questo caso di un calendario che riporta i dodici mesi. Nel primo quarto 2 nel secondo 4 , nel terzo 3 e nel quarto 3.

 

Giovanni Cirasa.     

 

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