La triscele gambata.

E’ Il simbolo per eccellenza della Sicilia e come al solito vi racconteranno UN SACCO DI “MINCHIATE” sulla provenienza; “””l’hanno portato i siculi””, “no gli asiatici”” “”gli alieni”” Ormai è diventato uno sport sparare a raffica contro i siciliani….
Cominciamo con dire che gli archeologi purtroppo non hanno la competenza per tradurre simboli, che sia chiaro non tutti, qualche tedesco e inglese è molto preparato. Per prima cosa dobbiamo capire la differenza che c’è tra un archetipo e un simbolo, perchè di questo si tratta, l’archetipo è il segno che rimane immutato nel tempo, tutti i simboli invece nascono dagli archetipi e variano nelle forme e significati. Vi ho messo delle foto per capire la differenza tra un simbolo è un archetipo. Nella prima abbiamo la ricostruzione di un piatto dove con i simboli si rappresenta una ierofania o un avvenimento importante. Nella parte destra l’archetipo che l’ha generato. L’archetipo per definizione non ha origini create in un luogo, si tratta di segni antichissimi dei quali non si conosce la provenienza. Per conclude dall’archetipo iniziale possono nascere decine di simboli, la triscele spiralata ne ha più di 50.
La triscele, con le gambe non ha nulla a che vedere con il suo simbolo iniziale di partenza, sono completamente diverse. Le tre gambe che girano sono siciliane e rappresentano il moto solare attorno l’isola del sole. La triscele spiralata invece rappresenta il moto delle forze magnetiche sulla terra.
Non ci sono dubbi che la triscele gambata sia siciliana, chi dice diversamente lo fa in mala fede, perchè è ovvio che nasce in Sicilia con uno scopo ben preciso e non viene importata da nessuno. Questi artisti della confusione culturale utilizzano lo stesso sistema che noi agricoltori usiamo in agricoltura con la confusione sessuale. La ricostruzione del piatto fa rifermento a un ritrovamento a Palma di Montechiaro, un pezzo esposto al museo agrigentino. P.S noto pure che molti usano la triscele gambata al contrario che è un aborto per il suo significato.
Infatti la triscele sikana gira in senso sinistroso e permette alla terra di girare in senso destroso. Il sole gira da sinistra verso destra e non il contrario. E’ appunto questa forza delle gambe che fa girare tutto. Nel piatto si vedono benissimo i raggi del sole e il simbolo a rombo che indica i giorni calendalerizzati.
La cultura greca seppellisce le antiche credenze sikane e capovolge la triscele rappresentandola in senso destroso.
Sei sicuro di conoscere la triscele?
Se le tue informazioni provengono da google e wikipedia sappi che sono errate.
Intanto se la chiami trinacria già hai commesso il primo errore, la trinacria è l’isola e non il suo simbolo che è la triscele,ma perchè è il suo simbolo? Il simbolo è siciliano èd è precedente alla cultura ellenica, ancora oggi qualche pastore anziano lo chiama a “matri du taru” la madre dell’ altare, è legato profondamente alla cultura matriarcale mediterranea, qualcuno avrà sentito anche la leggenda della mamma che partorisce un figlio con tre piedi, o il modo di dire che dice il siciliano ” avi tri gammi e vi dicu che un gnè ne bastuni e ne cuda”. vi dico che ha tre gambe e non nè ne bastone ne coda, alludendo al’ organo sessuale. Si l’origine è questa, le due gambe divaricate è il serpente, utilizzate nella antica cultura matriarcale mediterranea, un esempio di scultura è a Tunisi dove si vede il toro nel rito oscuro di Baal e la moglie Tanit per i fenici. Tanit è la dea Madre che ha un figlio che muore e rinasce ogni anno a pasqua come nella religione mitraica e quella cristiana. Le gambe divaricate pronte ad accogliere il serpente hanno il movimento energetico solare, la forza che genera tutto. La gamba assume senso perchè fa girare la ruota del calendario sikano. Il sole è fermo e tutto gira attorno, il sacerdote usa il piatto sacro per calcolare i mesi, i giorni e le ore sulla pietra taru. E’ lui che sa il segreto e nessun altro. All’arrivo dei greci i sikani non danno questa conoscenza ai greci, è specchiano la triscele, nell ‘altare a fontana, perchè com

e il sole nessuno può vederla con occhi ma si vede con il cuore. I nuovi siciliani ancora aggrappati ai riti sikani non la usano come calendario, ma raffigurano la dea madre a ricordo e poi con Minerva che identifica la dea capace di trasformare con lo sguardo in pietra. La triscele da noi è femmina, come l’arancina, il triscele maschio è delle culture indoeurope, da sempre nemiche. E’ curioso sapere che i sikani che credono nella rigenerazione pensavano che solo le ossa diventavano pietra e ritornavano nella dea Madre e proprio minerva trasforma in pietra. La religione ellenica sostituisce la religione sikana, che poi viene sostituita dalla cristiana, un giro che porta ad avere sempre le stesse divinità. Dunque sappiate voi sicilianisti, voi di fede siciliana che adorate lo specchio della triscele, sband
ierate la bandiera siciliota ma non sikana, modificata da greci e romani. Importante essere pronti e conoscere la storia del nostro simbolo e non farsi abbindolare dai motori di ricerca e dalle enciclopedie free, noi siamo SIKANI.
Cippo di Baal

Fatta la distinzione tra la triscele dell’archeotipo il passaggio che ci manca è l’origine della nostra triscele, probabilmente nasce in Sicilia perchè è triangolare, perchè qui il tre è sempre stato sacro, e basta andare a scavare nelle culture antiche per capire che anche la gamba aveva un significato di forza e invincibilità.
Il Cippo di Beja  Baal è associato con il simbolo del serpente e delle due gambe anch’esse che girano come la più antica triscele di Palma, con al centro una figura femminile, molto probabilmente Astarte.  Tale ipotesi si fonda su la ricostruzione storica con dei reperti cronologicamente datati. 
Non si hanno notizie in Grecia di triscele gambate di data anteriore alla siciliane. Andando in giro per i musei notiamo decine di svastiche, una è molto particola perchè la raffigura con quattro gambe e questo comferma che il moto solare è di importanza primaria, come conferma anche i verso di rotazione e la sua importanza che cambia con il cambiare delle culture.   Una svastica a quattro gambe è molto curiosa perchè appunto conferma che il simbolo è solare e di forza. da notare che questa gira come quella sikana e non con quella greca perchè appunto è riferita al culto del sole e lo fa  girare da sinistra verso destra.
QUESTO E’ IL SEGRETO DELLA TRISCELE. IL SUO MOVIMETO.
Molti utilizzano il termine maschile ”Il triscele” un po’ come si fa per l’ arancino o l’arancina, nessuno però vi dice che entrambi i termini sono corretti e derivano dal fatto che in Sicilia la Dea Madre ha convissuto per millenni con divinità maschili, la nascita dei termini maschili e femminili deriva dal fatto dall’ essere collegati o meno a determinati culti. Per i sikani la trisc

ele è femmina perché rappresenta l’energia vitale della Dea Madre. A proposito di energia molto curioso il lauburu, che somiglia a una elica di motoscafo e da’ molto di più senso al significato simbolico di energia. Il lauburu è diffuso in Spagna la quale condivideva con la Sicilia e Sardegna la stessa religione. Questa condivisione ha portato tanti in errore (voluto) sulla provenienza dei sikani, compreso l’origine del termine sikani, dovuto al fatto che il simbolismo e tanti termini religiosi erano praticamente identici. Nell’ opera di cancellazione della origine dei siciliani è stato necessario attribuire origini straniere ai siciliani per appunto giustificare la ‘loro” presenza e quella degli stranieri. Ritornando al nostro simbolo della triscele gambata possiamo dire invece che
nasce in Sicilia senza nessun dubbio e non viene importata da altri popoli. È una modifica della dea gambata Astarte, un culto che era diffusissimo in Sicilia occidentale. Quando dunque sentite qualche studioso azzardare ipotesi assurde chiedete quante triscele gambate si trovano in Grecia o a Creta e vi accorgerete che faranno riferimento alla triscele senza gambe, quel simbolo diffuso in tutta Europa e Asia che sta ad indicare il moto positivo e negativo della natura. Per spiegare come i sikani e le popolazioni matriarcali utilizzassero praticamente per scopi curativi, di allevamento e nell’agricoltura la triscele mi prometto di inserire un paragrafo nella mia prossima pubblicazione. La triscele gambata è anche rappresentata nell’isola di Man, una triscele medievale con le protezioni, come quelle che usavano i cavalieri e sappiamo benissimo della guerra santa e della strada da fare per raggiungere la terra Santa.

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