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Cavallo Indigeno Siciliano

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Il Cavallo Siciliano (Siculus), quello odierno che varca il terzo millennio, rappresenta il “prodotto” ed il “sunto”  di tutto quanto è avvenuto sull’Isola sia nell’arco di millenni ormai remoti che in seguito alle più recenti e più frenetiche vicende storiche e sociali. Questo cavallo, così fortemente legato al suo territorio e ben ancorato alla sua storia “mediterranea” è al contempo già proiettato nel futuro in virtù della “storica-vocazione-territoriale” dell’Isola da cui proviene e grazie alla linfa vitale attinta dalle proprie radici profonde. Il suo avvenire, tuttavia, sarà in gran parte determinato da noi oggi, essendo il “Cavallo Siculo” ancora esposto a tutte le scelte e vicissitudini del presente.

Riporto un articolo uscito il 13 settembre  2001  sul Journal of Heredity riguardante l’analisi genetica delle razze siciliane: ve la copio e incollo in calce più sotto.

ANALISI GENETICA DI RAZZE DI CAVALLI SICILIANI AUTOCTONI MEDIANTE  MARCATORI DEL DNA NUCLEARE E MITOCONDRIALE

Abbiamo analizzato la diversità e la relazione genetica tra 3 razze di cavalli siciliani mediante 16 marcatori micro satelliti e una sequenza del D-loop mitocondriale di 397-bp. L’analisi del DNA autosomico è stata eseguita su 191 cavalli  (80 Siciliano [SIC], 61 Sanfratellano[SAN], e 50 Puro Sangue Orientale Siciliano [SOP]. Le razze SIC e SAN presentavano una variabilità genetica notevolmente maggiore rispetto al SOP. Le distanze genetiche e la Cluster Analysis hanno rilevato uno stretto rapporto tra le razze SIC e il SAN, come ci si aspettava a partire dalla loro storia. Il sequenziamento  della regione ipervariabile del  DNA mitocondriale è stato eseguito in un sottogruppo di 60 giumente (20 per ciascuna razza). Sono stati individuati complessivamente 20 aplotipi con 31 siti polimorfici. Una maggiore diversità aplotipica è stata riscontrata nelle razze SIC e SAN, rispettivamente con 13 e 11 aplotipi, mentre nel SOP se ne è individuato solo uno.Abbiamo qu9ndi effettuato una comparazione con 118 sequenze della GenBank. La ricerca BLAST ha dimostrato che 17 aplotipi su 20 erano stati precedentemente descritti in altre razze. Di un aplotipo , individuato nel SIC, si era trovata traccia in un sito archeologico dell’ Età del Bronzo (Mongolia Interna). Le tre razze siciliane sono ora rare e 2 di esse sono state dichiarate ufficialmente a rischio di estinzione. I nostri risultati rappresentano uno strumento importante in vista dell’elaborazione di strategie di gestione e ai fini della conservazione.

Oggi si contano circa 30.000 cavalli sull’isola, ma solo l’8% è rappresentato dalle  razze autoctone denominate Siciliano (SIC), Sanfratellano (SAN) e Purosangue Orientale Siciliano (SOP).

 

 

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La razza SIC ha presentato la maggiore variazione genetica, probabilmente perché si tratta di una popolazione allevata ancora allo stato brado. Al contrario , SOP è risultata la razza meno variabile, anche se sono stati individuati 14 alleli privati; si può spiegare questa grande diversità a partire da:1) la selezione accurata di questa razza, iniziata su un gruppo di cavalli Orientali importati (Balbo 1995) e 2) l’esclusivo utilizzo di stalloni Arabi.

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Le razze SIC e SAN attuali sembrano trarre origine da un unico tipo di cavallo, l’antica razza Siciliana, a seguito dell’adozione di diverse strategie di allevamento nel corso dei secoli. Ciò potrebbe spiegare perché SIC e SAN non sono mai stati menzionati come entità genetiche diverse prima della metà del 20° secolo. I cavalli Siciliani a rischio di estinzione andrebbero mantenuti e preservati anche se approcci diversi sembrano suggerire priorità diverse. La presenza di lignaggi femminili peculiari e rari , che pone l’accento sulla conservazione di queste razze come notevoli serbatoi di biodiversità genetica, va presa in considerazione ai fini del miglioramento delle strategie di allevamento.

 

 

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