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Cirneco dell’Etna

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Razza molto antica ,si trovano numerose iconografie ,monete monete addirittura greche dove viene raffigurato ,cane prevelentemente usato per la caccia ancora oggi molto apprezzato .Diffuso in tutta la Sicilia e riconosciuto anche presso l’Enci  che lo sta migliorando esteticamente .Il vecchio tipo era a pelo semi-raso adesso i cani selezionati tendono  ad avere il pelo raso ,anche la struttura del  cane sta cambiando ,migliorando la parte anteriore e la muscolatura .Molti scrittori indicano il Cirneco dell’Etna come il famoso cane di Adrano, altri invece lo individuano come cane autoctono della Sicilia… cerchiamo di fare una piccola ricerca per dare un contributo nella direzione della chiarezza.
Il Cirneco è un cane da caccia, usato specificatamente per la caccia al coniglio.
Se andiamo a vedere le origini del coniglio in Europa, vediamo che dopo le glaciazioni, si trovavano soltanto nella penisola iberica; furono i Fenici a scoprirli in Spagna e utilizzarli durante i loro viaggi come fonte di cibo.
Così, attraverso le tante colonie sparse nel mediterraneo, li diffusero, e per catturare i conigli impiegarono l’animale più adatto a dargli la caccia… il Cirneco.
Furono proprio i Fenici a adottare questo cane dal loro territorio di origine, ma non lo importarono soltanto in Sicilia, lo stesso cane lo troviamo a Malta con il nome di Kelb tal-Fenek (segugio di conigli), nelle isole Baleari con il nome di Podenco Ibicenco, nelle isole Canarie ha il nome di Podenco Canario, in Spagna troviamo il Podenco Andaluso, nelle isole Azzorre il Podenco Azoriano, in Portogallo il Podenco Portoghese, in Francia con il nome di Charnigue.
Per onore di cronaca, aggiungo che si tratta sicuramente di una razza affine ai cani dei Faraoni; gli Egizi difatti veneravano un dio di nome Anubi, divinità che proteggeva le necropoli e il mondo dei morti.
A Saqqara, nei pressi del tempio di Anubi, è stata scoperta una fossa comune con i corpi mummificati di otto milioni di cani risalenti all’antico Egitto… probabilmente era usanza offrirli in dono ad Anubi in segno di fedeltà.
Sulla scorta di quanto detto, mi sembra improbabile che l’origine del Cirneco sia autoctona della Sicilia.
Ora passiamo alle testimonianze storiche…
Racconta Ninfodoro (vissuto alla fine del III° sec. a.C.): “In Sicilia c’è una città di nome Adrano, e in essa si trova un tempio, dedicato alla divinità indigena Adrano, che si dice essere assolutamente splendido e fastoso. Ci sono cani sacri che rispettano e servono il dio, essi sono superiori ai cani molossi sia per la bellezza che per l’altezza, di numero non inferiore a mille. Essi durante il giorno accolgono festosamente e scodinzolando sia i pellegrini che gli indigeni che accedono al tempio e al bosco sacro; di notte invece essi accompagnano con grande benevolenza, come guide e scorte, quelli già ubriachi e coloro che non si reggono in piedi lungo il cammino, riconducendoli ciascuno alla propria casa. Invece puniscono, come è giusto, gli ubriachi empi. Li assalgono, strappano loro le vesti, e in tal modo li fanno rinsavire; mentre sbranano crudelmente coloro che provano a rubare gli abiti altrui”.
Il Cirneco è senza dubbio un gran bel cagnolino, ma non può essere considerato “di bellezza e dimensione superiore al molosso”. 

(Descrizione di Claudio D’Angelo)

 
Fabio Musumeci
foto Musumeci
cirneco

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