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Cornuta di Caltanissetta

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 Ritrovata dopo 20 anni di ricerche                                         17918140_1751366315153925_1002191028_n                                                                                                                                                                                                                  La leggenda 

 

Come tutti sappiamo, Lucifero fu cacciato dal Paradiso perché voleva farsi simile a Dio.

E il Padreterno mandò l’Arcangelo Michele a combattere lo spirito ribelle: ed ecco i due iniziare, così, un incredibile duello nei cieli, all’insegna del motto del Principe celeste «Quis ut Deus» («Chi come Dio»?)
Il diavolo vola veloce da una nuvola all’altra, tenta di sfuggire all’Arcangelo che ad un certo punto sta per raggiungerlo e afferrarlo: ma Lucifero, con un balzo portentoso, riesce a scansarlo ed eccolo piombarsi in Sicilia, ove tenta di trovare rifugio all’interno del Mongibello, cioè a dire l’Etna. Lì si raggomitola a mo’ di serpente, ma è talmente lungo che il vulcano non può accoglierlo tutto e così la testa gli rimane fuori del cratere.A quel punto San Michele, accortosi di ciò, spicca anch’egli un prodigioso salto e raggiunto il vulcano con un colpo della sua spada fiammeggiante tronca di netto un corno del demonio.

Vuole la leggenda che questo corno, con una lunghissima parabola, finisca addirittura nei pressi di Mazzara e che si trovi ancora lì, al chiuso di una grotta, dove nessuno può entrare a meno che non voglia andare incontro a morte sicura.

Il diavolo allora, fremente di rabbia per aver perduto un corno, lancia un lungo e terribile urlo, tanto da far tremare tutta la terra: e dato che si vede ormai perduto, con un altro prodigioso balzo sbuca fuori dal Mongibello, che prende a vomitare fuoco: e con un impeto di vendetta, si scaglia contro San Michele, riesce ad addentare la penna di un’ala dell’Arcangelo e a staccargliela di netto.
Contento e baldanzoso per quella preda – una penna che, secondo la tradizione, è tutta adorna di preziosissime perle – il diavolo vola via, ma ecco che ad un tratto gli sfugge di bocca per cadere proprio a Caltanissetta

.FB_IMG_1426274737176Antico articolo di giornale

Ed è una popolazione pervasa da una grande gioia quella che accoglie la celestiale reliquia – il cui arrivo è preceduto da un chiarore soprannaturale – non potendo sperare in un dono migliore dal Cielo. Processioni e preghiere di ringraziamento si susseguono in città, dove si organizzano feste straordinarie e si decide l’erezione di una chiesa a memoria del prodigioso evento, con un grande tabernacolo tutto d’oro ove custodire la penna.Ma questa che fine ha fatto, visto che poi se n’è persa ogni traccia? Così conclude la leggenda: pare che, proprio a causa dei troppi peccati della popolazione nissena, se ne sia volata – sdegnata – nuovamente in cielo per ritornare  all’Arcangelo. L’Arcangelo Michele allora affido ai pastori un compito molto difficile per riscattare l’onore dei nisseni affidò un animale che racchiudeva in se quel corno perduto e quella penna ,gli fu chiesto di conservare l’animale e di  cederlo solo a persone affidabili ,persone che abbiano dimostrato in vita di essere oneste e corrette .Esiste un altra leggenda che lega le corna a quelle del bue e siano nate per il desiderio della gallina di avere le corna come lui

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IL VECCHIO DETTO! !!!!!!! CUSTODITE QUESTA GALLINA A PENA DANNAZIONE ETERNA!!!
LA TRADIZIONE FAMIGLIARE DI CUSTODIRE IL SEGRETO !

Grazie a questa tradizione si è potuta conservare in purezza e oggi possiamo ammirare questo spettacolo della natura .Secondo la vecchia tradizione tramandata, questi Polli Cornuti endemici non devono mai uscire delle campagne del territorio nisseno e dei vicini paesi dell’ hinterland Nisseno dove si sono creati diversi secoli fà, ma si possono solo affidare gratis alcune coppie, ad alcuni parenti ed amici del luogo ritenuti affidabili, per conservarli ed allevarli per se stessi ha scopo amatoriale,  è stata da sempre vietata qualsiasi forma di speculazione, come vendere esemplari o uova , altrimenti (secondo la tradizione), porta maledizione e dannazione eterna a chi vende o si prende soldi.
Ne esistono nel territorio dell’hinterland un buon numero di circa 400 esemplari, ereditati, affidati ed allevati in purezza da alcuni vecchi allevatori, e questi Polli non hanno mai avuto problemi di consanguineità.

                                                                                      La storia

La ricostruzione storica e documentale non è stata semplice ,la nostra associazione è arrivata a ricostruire l’esistenza nel 800 DC con il periodo arabo .  La leggenda  di quel corno conservato in una grotta ci ha portati a cercare altre leggende in Sicilia e una interessante che riguarda il demonio è San Angelo Muxaro ,una cittadina internata dell’agrigentino ,siamo arrivati a Sant’Angelo seguendo delle piastrelle in ceramica poste nelle fontane ,le fontane formano una direttrice  ,parte dalla xirbi una zona del nisseno e termina nell’agrigentino .

13082701_10206337124927072_8065506203971324491_n                                    13082744_10208125684854262_7964481917091220408_n    

Posta a San Angelo Muxaro                                            Piastrella posta a Sutera Cl

Le piastrelle rappresentano San francesco che è stato il monaco per eccellenza che ha combattuto il male .

Nel piccolo museo abbiamo ritrovato un sigillo del periodo arabo che riporta un animale  che  è senza dubbio la nostra gallina cornuta

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Questa è la più antica iconografia ritrovata , le ricerche in vari musei ci hanno portato a Mussomeli e Marianopoli dove sono state ritrovate le più antiche raffigurazioni in molti vasi dipinti di varie epoche  .Le iconografie raffigurate rappresentano un gallo in posizione di combattimento con le primarie rivolte verso il dorso ,in particolare presso il museo di Marianopoli si può vedere lo sperone alle zampe caratteristica solo di certi avicoli e anche la presenza non presenza dei bargigli è indicativa e dipende dall’età del gallo .

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                                                                  Caratteristiche della razza 

Pollo campagnolo ,ha un aspetto molto selvatico e spesso la postura è alta specie se è in allerta .Il gallo e la gallina per la presenza del dimorfismo sessuale sono diversi , il gallo è rosso nero e la gallina è simile alla pernice .La colorazione nelle nomenclature corrisponde alla selvatica ,molte hanno la testa di moro ,cioè nera .Il peso non supera i 2 kg per la gallina e 2,5 per gallo. La forma preferita e quella a corna di bue .L’orecchione è rosso con tollerato il bianco .I tarsi sono verde salice e la pelle è morata e non gialla

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Lo standard è in preparazione , e rispetterà la razza cosi come è stata trovata .

Molti sono stati i tentativi di appropriarsi di questa razza da parte di fanatici e approfittatori che credendo di fare affari ,ancora oggi con derivati di siciliana   li spacciano per questa razza per questo abbiamo redatto un libro genealogico della razza per preservarla da future speculazioni .

Standard cornuta Caltanissetta cornuta-cl

 

I – GENERALITA’
Origine
La Cornuta di Caltanissetta ,come il suo nome implica, è dovuto alla forma della cresta a corna di bue . Le notizie di questa razza sono recenti ,non si trova menzione nella letteratura recente . Per la forma della cresta – è la caratteristica peculiare – Ha avuto notevole risonanza nel mondo dell’allevamento amatoriale . La razza è molto documentata sia recentemente che in epoca passata, l’associazione T.R.S (Tutela Razze Siciliane) si è occupata della ricerca documentale e della verifica delle caratteristiche .

Uovo
Peso minimo g 45                  cornuta-clal
Colore del guscio: bianco.

Anello
Gallo : 18
Gallina : 16

II – TIPOLOGIA ED INDIRIZZI PER LA SELEZIONE
Razza che non cova ad alta produzione di uova. Colore della pelle grigio pernice .

III – STANDARD
Aspetto generale e caratteristiche della razza
1- FORMA
Tronco: moderatamente lungo.
Testa: di media grandezza e lunghezza, abbastanza profonda.
Becco: forte, di media lunghezza. Color corno chiaro con narici cavernose ampie.
Occhi: rotondi e prominenti. Rosso brunastri.
Cresta: rossa e di tessitura fine; a forma di corna di bue  ,ben posizionata sulla testa e mai  con cornetti all’indietro . Nella parte iniziale sono ammesse escrescenze carnose .
Bargigli: rossi; di media lunghezza; sottili, ben arrotondati senza pieghe. Nella gallina moderatamente piccoli.
Faccia: rossa; liscia, di tessitura fine e morbida.
Orecchioni: rossi; di media grandezza, piatti, lisci ben aderenti alla testa con ammesso una punta di bianco al centro .
Collo: abbastanza lungo, ben arcuato; Mantellina abbondante.
Spalle: larghe.
Dorso: lungo, mai largo e dritto, inclinato verso la groppa, poi risale leggermente con una rapida curva alla coda. Nella gallina lungo e moderatamente  largo.
Ali: larghe, ben chiuse e portate serrate al corpo. Remiganti primarie e secondarie larghe e ben soprammesse in ordine naturale quando l’ala è chiusa.
Coda: moderatamente larga, ben aperta; portata con un angolo alto superiore ai 60°  con l’orizzontale; timoniere lunghe, falciformi lunghe e ben ricurve; abbondanti copritrici. Nella gallina portata alta con un angolo superiore 60° con l’orizzontale.
Petto: largo, pieno e prominente.
Zampe: di media lunghezza ben divaricate e dritte quando viste di fronte. Tarsi di media lunghezza. Quattro dita di media lunghezza e ben aperte.
Ventre: moderatamente sviluppato.

2 – PESI
GALLO : Kg. 1,6 – 2,0
GALLINA : Kg. 1,1 – 1,8

Difetti gravi:
Orecchioni più di un terzo bianchi.

Cresta di piccole dimensioni ,cornetti poco sviluppati .

3 – PIUMAGGIO
Conformazione: aderente al corpo e molto fitto .

IV – COLORAZIONI

Selvatica Bruna (1)
Mantellina bruno-rosso con fiamme nere più o meno pronunciate e parzialmente nascoste. Dorso, spalle e piccole coprirci delle ali bruno-rosso fino a bruno scuro. Remiganti primarie nere con bordo esterno bruno. Remiganti secondarie a barbe interne nere e barbe esterne brune che formano il triangolo dell’ala. Fasce dell’ala nere a riflessi verdi. Petto, ventre e gambe nere ammessa qualche macchia rosso bruna .  Coda nera con riflessi scarabeo.

GALLINA

Piumaggio del mantello bruno selvatico con pepatura nera e rachide nettamente chiaro, senza tracce di orlatura chiara sulle piume ,la pepatura può formare macchie a forma di goccia . Ammessa la testa di moro . Mantellina bruno dorato con fiamme nere. Petto mattone scuro. Gambe e ventre un po’ più chiari del petto, che diviene più grigio verso il piumaggio anale. Leggera differenza fra il colore di fondo e il disegno ammesse.

 

Tarsi verde salice con pianta del piede gialla.
Becco color corno chiaro.

Iride rosso rosso-bruno.

 

La colorazione è vista come un carattere secondario sono ammessi le varianti del selvatico .cornuta-calala

CORNUTA DI CALTANISSETTA -BIODIVERSITA’ SICILIANA -RAZZA DI POLLI. Chicken hornet .

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